Jean Paul Fitoussi sulla crisi: “Purgatorio di almeno dieci anni”



Le banche lanciano l’allarme: non c’è più liquidità e, mentre le casse sono sempre più vuote, la Bce spinge sull’acquisto di Bot e Btp. Perché il valore delle banche sembra sempre più precipitare? È davvero possibile la fine della moneta unica? E chi pagherà il conto? Quanto conta, in questo, la politica di Francia e Germania? E cosa potrà fare il governo Monti? Giulia Innocenzi ha raccolto in esclusiva le parole dell’economista francese Jean Paul Fitoussi.

Jean Paul Fitoussi a Servizio Pubblico

“Il tema non è se la recessione ci sarà o non ci sarà, la recessione già c’è. La questione è se l’Europa esploderà o meno. Quindi cosa si fa? Si modifica il sistema fiscale e il sistema sociale, i due pilastri della nostra vita quotidiana. E noi accettiamo con un sorriso che accada tutto questo, senza che sia una visione a lungo termine?” – si interroga Fitoussi – “Se continueremo con misure di austerità, la crescita continuerà a decrescerà e ci sarà bisogno di altra austerità: così non si finisce mai, è un circolo vizioso. Continuando così ci aspetta un purgatorio di almeno dieci anni, se non di più. Oggi, dopo quattro anni di crisi, la disuguaglianza è molto più alta di prima della crisi: questo ci dice che i fattori determinanti della crisi sono ancora con noi”