L’odissea quotidiana sulla linea Piacenza-Milano



Trenitalia ha deciso di puntare tutto sui Freccia Rossa e sull’Alta Velocità, trascurando i treni notturni e quelli regionali, frequentati dai pendolari. Sulla linea Piacenza-Milano viaggiano migliaia di persone che ogni giorno vanno nel capoluogo lombardo a lavorare. Com’è il servizio? I disagi sono molti, troppi: 72 km, quattro ore da andata e ritorno, carrozze affollate o troppo fredde o troppo calde, senza wifi.

Linea Piacenza-Milano

“La sera c’è il discorso inverso” – spiega un passeggero – “Ci hanno persino tolto un treno, quello delle 18,35. Ora c’è un buco dalle 18,15 alle 19,20, in piena fascia pendolare”. “Il treno peggiore è quello delle 6,22: è un carro bestiame. Si scatena anche una sorta di competizione tra pendolari, mors tua vita mea” aggiunge un altro, scoraggiato. Invece sul Frecciarossa Milano-Roma tutto sembrerebbe funzionare alla perfezione: in realtà capitano anche snack scaduti. Claudio Papaianni racconta per Servizio Pubblico, programma di Michele Santoro, le quotidiane odissee dei pendolari italiani.