Nicola Cosentino e i Casalesi: le parole dei pentiti



Perché l’ex sottosegretario all’Economia del governo Berlusconi e coordinatore campano di Forza Italia Nicola Cosentino è al centro di un’indagine sui Casalesi? A incastrarlo, secondo lui, sono stati “i soliti pentiti”, che lo indicano come garante politico del potente clan camorrista. Cosentino respinge così le accuse: “Io sono la vittima di un complotto di pentiti perché ho fatto parte di un governo che ha votato tante leggi contro la camorra. Io la camorra la schifo e schifo i camorristi”. Nel reportage di Servizio Pubblico a cura di Claudio Pappaianni e Walter Molino le parole dei pentiti”.

Nicola Cosentino e i Casalesi

Poi cosa è successo? Cosentino è stato condannato a 9 anni di carcere perché riconosciuto colpevole di concorso esterno in associazione camorristica. Ha costruito, attraverso la società dei rifiuti Eco4, un sistema di potere e di consenso elettorale fondato sull’appoggio della camorra di Casal di Principe. La Procura aveva chiesto 16 anni per ‘Nick ‘o mericano’ che è andato via dall’aula prima della pronuncia dei giudici. Ad accusare l’ex sottosegretario sono stati numerosi pentiti, a verbale e in aula. Secondo l’accusa è stato sin dal 1980 e fino al 2014 il referente politico-istituzionale dei clan Casalesi. Dai quali avrebbe ricevuto sostegno elettorale e capacità di intimidazione. E ai quali avrebbe offerto la possibilità di partecipare ai proventi degli appalti del ciclo dei rifiuti e delle assunzioni.