Serge Latouche e la postdemocrazia in Europa



Secondo l’economista e filosofo francese Serge Latouche i governi europei sono da considerarsi un esempio di postdemocrazia. Dominata dalle lobby dei media e dalla finanza. Il social-liberismo in cui ci vogliono far credere è in realtà un ossimoro: il liberismo infatti non è per niente sociale. La crisi potrebbe segnare la fine del capitalismo per come lo conosciamo, a vantaggio di una forma di fascismo che consentirebbe ai ceti alti di mantenere il loro tenore di vita. L’intervista di Giulia Innocenzi per Servizio Pubblico, programma di Michele Santoro.

Postdemocrazia: l’intervista a Latouche

Sempre a Servizio Pubblico Latouche contesa le politiche dell’Ue: “L’austerità porterà sempre austerità, è un circolo vizioso. Ma nessuno a destra come a sinistra lo dice: sono chiusi nel paradigma della società della crescita”. E spiega il senso della decrescita, unica soluzione a questa crisi: “Decrescita vuol dire rinunciare alle follie, allo spreco. Il nostro sistema è basato su una triplice illimitatezza: nella produzione, nello sfruttamento delle risorse naturali, nella creazione di bisogni. C’è uno sperpero continuo” – spiega l’economista e filosofo francese – “Dobbiamo ritrovare il senso dei limiti: l’uomo è portato alla dismisura, serve educazione per limitare ciò che i greci chiamavano Ubris, la dismisura. Perché il mondo abbia un futuro serve ritrovare un senso di autolimitazione”.