Parla una degli arrestati del 15 ottobre 2011



Durante gli scontri del 15 ottobre 2011 a Roma, Ilaria Ciancamerla, 21enne dialogatrice Unicef, è stata arrestata con l’accusa di resistenza pluriaggravata a pubblico ufficiale. Ha passato un mese nel carcere di Rebibbia. Poi gli arresti domiciliari. L’8 marzo è arrivata la sentenza di primo grado: due anni e quattro mesi di reclusione e pagamento di un’ammenda per Comune di Roma, Atac e Ama. La pena tuttavia è sospesa, quindi Ilaria è libera e senza menzione nel casellario giudiziale. Questo è il racconto di una degli arrestati del 15 ottobre 2011 ai microfoni di Viviana Morreale per Servizio Pubblico.

Arrestati del 15 ottobre 2011: parla Ilaria Ciancamerla

“Ero in piazza per gli stessi motivi per cui c’era tantissima altra gente: per cambiare le cose, per far sentire la propria voce e dire ‘Non ci sto’ in modo pacifico e lecito, senza cercare guai. Per la prima volta ho visto il lancio dei lacrimogeni e non sapevo come muovermi” – spiega Ilaria – “Mentre camminavo sono stata presa alle spalle e mi hanno arrestato: purtroppo ero vestita di nero. Il luogo comune dice che se ti vesti così sei un black bloc. Quando mi sono ritrovata davanti al giudice mi sono detta: ‘Finalmente posso parlare, ora mi manderanno a casa’. Invece no: non c’è morale, non c’è buonsenso, non c’è giustizia. E tornerei in piazza domani”.