Alla mia sinistra: il nuovo libro di Federico Rampini



Secondo Federico Rampini, autore de Alla mia sinistra, questa crisi è tutta europea. Le preoccupazioni americane e la volontà di un francese su tre di uscire dall’euro, incrineranno le certezze dell’economia in Europa?

Alla mia sinistra

Così Rampini sul suo ultimo libro: “Avevo il dovere di scrivere questo libro. Ho voluto sfogliare il mio album di famiglia, la storia che ho vissuto con un pezzo della sinistra italiana, europea, americana dagli anni Settanta a oggi, con cui ho condiviso utopie, lotte, abbagli, sbandate e illusioni, per capire le ragioni delle nostre sconfitte, quindi aprire una pagina nuova. Plutocrazia, tecnocrazia, populismo, autoritarismo sono i mali che minacciano le nostre democrazie. L’Italia è un piccolo laboratorio mostruoso di queste patologie. Che cosa farà questa Italia “da grande”? C’è ancora speranza? Esiste una vocazione forte per il nostro paese, in un mondo sconvolto da trasformazioni secolari? Una cosa che mi è sempre piaciuta della sinistra è la sua idea ottimista della Storia. La Storia siamo noi, nel senso che possiamo influire sul corso degli eventi. Riusciremo a farlo solo se troviamo una narrazione comune che tenga insieme i bisogni e le aspirazioni non di una sola categoria, non di una sola nazione, ma dell’umanità intera”.

Rampini sull’Euro

Sempre a Servizio Pubblico il corrispondente di Repubblica dice la sua sulla moneta unica: “Quando nacque l’Euro ci fu una fase iniziale in cui un euro valeva 80 centesimi di dollaro. Adesso l’euro non scende mai sotto il valore di un dollaro e trenta centesimi: è un aspetto di rigidità assurdo”. Per Federico Rampini uscire dall’Euro non è praticabile. Perché “ci serve una politica di svalutazione competitiva dell’euro nei confronti del dollaro per poter puntare alla crescita”.