Travaglio sull’Ilva: Pecunia non olet

Travaglio sull'Ilva

Per Servizio Pubblico Marco Travaglio ripercorre le tappe dell’inchiesta che ha coinvolto i vertici dell’Ilva nel novembre 2012. In manette sono finiti Giovanni Florido, già presidente della Provincia di Taranto, Michele Conserva, ex assessore provinciale all’ambiente e Vincenzo Specchia, che all’epoca dei fatti era segretario della Provincia di Taranto. In manette anche Girolamo Archinà, ex dirigente dell’Ilva.

Travaglio sull’Ilva

“Un’inchiesta, suggestivamente chiamata Ambiente svenduto, che ha coinvolto giornalisti, politici, amministratori e curia locale. La chiamano autonomia della politica. Ma autonomia da cosa, quando l’industria paga le campagna elettorale? In 15 anni l’azienda ha fatto 3 miliardi di utili sull’acciaio mentre a Taranto morivano 1600 persone all’anno perché l’Ilva non bonificava gli impianti. Ora il governo fa il decreto per neutralizzare le ordinanze dei giudici. E’ il quarto grado di giudizio” arringa Travaglio.

Clini contro Dragoni e Travaglio

Nel corso della stessa puntata il ministro Clini se l’è presa proprio con Travaglio, oltre che con Dragoni: “Dragoni ha detto che il sottoscritto e l’ex ministro Prestigiacomo avremmo negato l’allarme del presidente Vendola. E’ totalmente falso. Io non mi sono mai occupato dell’Aia di Taranto prima di diventare ministro. Facevo altro” – spiega Clini – “A Travaglio dico: l’intercettazione in cui io sarei descritto come uomo dell’Ilva non esiste. Parola del procuratore capo della Repubblica di Taranto”.