L’ultima lettera di Agnese Borsellino: “Il mio sdegno per Mancino”



L’ultima lettera di Agnese Borsellino contiene tutte le perplessità e preoccupazioni sull’andamento che stava prendendo, nel dicembre del 2012, il processo sulla “Trattativa” e alla decisione della Consulta sul conflitto di attribuzione tra i poteri dello Stato. “Spiegatemi, allora perché, mio marito dopo l’incontro a Roma con l’allora ministro Mancino, il 1 luglio 1992, mi disse che aveva respirato aria di morte?” Ho il diritto e dovere di manifestare sdegno verso Mancino”

L’ultima lettera di Agnese Borsellino

Agnese sottolinea il fatto che il marito fosse sicuro di essere assassinato: “La strage di via D’Amelio fu anomala. Spero ancora che ci possano essere persone che si redimono e che dicano stracci di verità”. Perché lei fa il nome del generale Subranni, l’allora comandante dei Ros, uno degli imputati nel processo di Palermo, soltanto vent’anni dopo? chiede Ruotolo nell’ultima intervista della vedova Borsellino. “Non c’erano i presupposti perché io dicessi certe cose. Le ho dette a poco a poco, cercando di capire il momento adatto. Io ritengo che i mafiosi siano stati soldati, che siano stati mandati per eseguire la strage, ma dietro questa strage ritengo che ci sia ben altro”. A registratore spento la vedova Borsellino svela a che il giorno successivo alla morte di Paolo i figli si recarono nel suo ufficio per prendere i suoi effetti personali e scoprirono che tutti i cassetti erano stati svuotati.