Ingroia sulla politica e le porte girevoli della magistratura



Ospite di Servizio Pubblico, Antonio Ingroia afferma che una volta terminata l’eventuale esperienza parlamentare non tornerà a fare il magistrato antimafia in Sicilia. Ma bisogna “regolamentare l’uscita dalla vita politica” spiega l’ex pm.

Ingroia sulla politica

“Io mi assumo l’impegno appena entrato in Parlamento di fare una legge sulla questione del rientro in magistratura di chi ha scelto di entrare in politica. Il problema non è il diritto costituzionale a entrare in politica ma che si evitino le porte girevoli” – spiega Ingroia – “Io ho già dichiarato che non tornerò mai a fare il pubblico ministero a Palermo a occuparmi di mafia e politica. Non escludo invece di tornare a fare il magistrato da un’altra parte. Per esempio è il caso di Ayala, ex componente del pool anti mafia, oggi è giudice civile, si occupa di separazioni ed eredità”.

Carfagna contro Ingroia

Nel corso della stessa puntata di Servizio Pubblico si è consumato lo scontro tra l’ex pm e Mara Carfagna. Che accusa: “E’ un paese normale quello che permette di scendere in politica a un signore che fino a ieri aveva accesso, legittimamente sia chiaro, a informazioni riservatissime. Che metteva le mani laddove i cittadini normali non possono metterle. Che si introduceva in questioni in cui i cittadini non possono introdursi?” chiede la parlamentare Pdl al padrone di casa Michele Santoro riferendosi alla carriera di Ingroia “E’ normale che un pm superpartes oggi diventi parte politica? Oppure è normale quello che dice Cantone, non certo un estremista di destra, per cui i comportamenti di un pm non possono essere equiparati a quelli di un cittadino normale proprio per la delicatezza delle materie che tratta? Dopo l’esperienza in Guatemala Ingroia sembra il nuovo unto del Signore. Un novello Pericle”.