Mieli sulla manifestazione Pdl: “Nella storia anche a sinistra proteste simili”



Il pensiero di Paolo Mieli sulla manifestazione Pdl di Milano del Pdl e le sue esperienze personali. Ospite di Servizio Pubblico il presidente di Rcs Libri afferma: “Protesta assolutamente da condannare. Ma sarei disonesto se non ricordassi di aver partecipato io in prima persona a manifestazioni di sinistra piuttosto vivaci. Un esempio: 27 aprile 1968, Piazza Cavour. Ero nel movimento studentesco e protestammo per l’arresto di Antonio Russo e Franco Piperno di aver appiccato un incendio. Ed erano presenti parlamentari del Pci e del Psi. Mettemmo la piazza a ferro a fuoco poi la polizia ci diede un sacco di botte e ci disperse”.

Mieli sulla manifestazione Pdl al tribunale di Milano

La cronaca di Avvenire dell”assedio’ azzurro:

Alle 12 e 30 Angelino Alfano e i big del partito lasciano la sede di viale Monza diretti al tribunale. Alle 14 sono tutti davanti alla procura. Si guardano. Si interrogano. Sono centocinquanta, molti capendo già domenica come sarebbe andata a finire si sono mossi da tutta Italia per farsi trovare pronti alla “conta”, al momento buono. Si vedono Renato Brunetta e Daniela Santanchè, Mariastella Gelmini e Maurizio Lupi, l’ex governatore Giancarlo Galan e gli ex “responsabili” Domenico Scilipoti e Antonio Razzi. I telefonini sono accessi e ognuno chiama al San Raffaele, per sapere delle condizioni di Silvio. «Come sta?», le fonti lo descrivono «incredulo» e lui non nasconde le sue emozioni: «Sono triste». La pressione è “ballerina”: 200 la massina, 100 la minima. Loro invece sono tutti in piedi sulle scalinate che portano all’ingresso della procura. Sulla loro testa c’è una gigantografia che ricorda i giudici Paolo Borsellino e Giovanni Falcone. La gente guarda. C’è curiosità. Ma anche vicinanza politica. Qualcuno incoraggia il gruppone di deputati e senatori pidiellini inneggiando a Berlusconi. Qualcuno li attacca: «Basta, andate a lavorare».Passano i minuti. Le truppe di Berlusconi entrano nell’edificio. Si fermano, quasi simbolicamente, proprio davanti all’Aula del processo Ruby.