Travaglio sulla manifestazione Pdl al tribunale di Milano



“La manifestazione Pdl al tribunale di Milano è una protesta del potere di governo contro il potere giudiziario”. Così Marco Travaglio a Servizio Pubblico su quanto compiuto l’11 marzo 2013 dagli onorevoli azzurri contro i giudici e a supporto di Silvio Berlusconi: “Lo scandalo non è che dei parlamentari manifestano davanti al tribunale, ma che siano esponenti di un partito di governo. E poi sono andati a protestare non per un rivoluzionario come Franco Piperno, ma per il potere”.

La manifestazione Pdl al tribunale di Milano

La cronaca di Avvenire dell”assedio’ azzurro:

Alle 12 e 30 Angelino Alfano e i big del partito lasciano la sede di viale Monza diretti al tribunale. Alle 14 sono tutti davanti alla procura. Si guardano. Si interrogano. Sono centocinquanta, molti capendo già domenica come sarebbe andata a finire si sono mossi da tutta Italia per farsi trovare pronti alla “conta”, al momento buono. Si vedono Renato Brunetta e Daniela Santanchè, Mariastella Gelmini e Maurizio Lupi, l’ex governatore Giancarlo Galan e gli ex “responsabili” Domenico Scilipoti e Antonio Razzi. I telefonini sono accessi e ognuno chiama al San Raffaele, per sapere delle condizioni di Silvio. «Come sta?», le fonti lo descrivono «incredulo» e lui non nasconde le sue emozioni: «Sono triste». La pressione è “ballerina”: 200 la massina, 100 la minima. Loro invece sono tutti in piedi sulle scalinate che portano all’ingresso della procura. Sulla loro testa c’è una gigantografia che ricorda i giudici Paolo Borsellino e Giovanni Falcone. La gente guarda. C’è curiosità. Ma anche vicinanza politica. Qualcuno incoraggia il gruppone di deputati e senatori pidiellini inneggiando a Berlusconi. Qualcuno li attacca: «Basta, andate a lavorare».Passano i minuti. Le truppe di Berlusconi entrano nell’edificio. Si fermano, quasi simbolicamente, proprio davanti all’Aula del processo Ruby.