Ultimo tango a Roma: l’editoriale di Michele Santoro



L’anteprima della nuova puntata di Servizio Pubblico. Nel suo consueto editoriale Michele Santoro osserva i primi segnali di cambiamento che sarebbero evidenti nelle uscite pubbliche di ieri e oggi del nuovo Papa. E cosa dire ai nuovi deputati entrati in parlamento, ballate da soli o non ballate proprio?

Ultimo tango a Roma

“Il tango è pazzesco, spesso si nasconde in altre forme musicali. Per non farsi riconoscere si traveste di disperazione, di nostalgia. ‘Un grande amore è passato e un pezzo dell’anima si perde’ dice la canzone. Ma il tango è vita quindi il ballo non si ferma, riprende con nuovi slanci e nuove energie. E inventa nuovi passi” – spiega Santoro in questa metafora – “Noi viviamo in un momento difficile, quasi di angoscia. Eppure un figlio di un ferroviere, un figlio del profondo Sud del mondo diventa Papa. E indossa un abito bianco, con un crocefisso di ferro e si fa chiamare Francesco. Qualsiasi cosa faccia questi segnali sono di per sé eloquenti: la verità e il potere non coincidono”.