In Vaticano tra pedofilia e lobby gay



A Borgo Pio, un quartiere appena fuori le mura del Vaticano, si incontrano molti prelati, italiani e stranieri, che lavorano in Curia. Francesca Fagnani raccoglie per Servizio Pubblico alcune incredibili testimonianze, tra lobby gay e pedofilia. Papa Benedetto XVI si è appena dimesso ed ecco le reazioni ai nostri microfoni.

Vaticano e lobby gay

“È inevitabile che ci siano delle cordate. Dei modi diversi di interpretare le situazioni. Sono cose normali se uno conosce le cose della Chiesa. Su questo Papa ha influito soprattutto il discorso pedofilia” ci spiega un prelato. “Tutti questi problemi che abbiamo adesso vengono dai genitori che non fanno il loro lavoro” prova a sparigliare un altro prete – “Lasciano troppo fare, danno troppa libertà e arriviamo a quello che vediamo oggi. La pedofilia? La chiesa non è per punire la gente. È facile condannarla, è il momento di ragionare tutti insieme per il bene della Chiesa. La sporcizia di cui parla il Papa è qui, è nella curia di Roma”. E ancora: “Conosco quasi tutti i sacerdoti in Irlanda, i preti coinvolti nello scandalo pedofilia sono pochi. Sono persone, sono umani con problemi anche loro. E anche loro fanno parte del popolo di Dio. Chi sono io per condannare?”