I falchi del Pdl e la minaccia delle dimissioni di massa



Luca Bertazzoni alle prese per Servizio Pubblico con i falchi del Pdl, che tornano sul piede di guerra e minacciano dimissioni di massa. Ancora una volta le vicende giudiziarie di Berlusconi pesano al punto da far cadere un governo. Le parole dei berlusconiani di ferro ai nostri microfoni.

Falchi del Pdl in fibrillazione

“Non si può applicare retroattivamente una legge. C’è un principio costituzionale” dice Gasparri, “Questa sentenza non va rispettata. Non è una sentenza definitiva e da cittadina italiana voglio essere libera di criticare tutte le sentenze che sono ingiuste, che sono sbagliate. Io sono per la democrazia e per lo stato di diritto. Invece che andare avanti, stiamo andando indietro” si sfoga la Santanchè. Per Capezzone “Berlusconi è un signore che ha preso 7 milioni di voto sul suo simbolo. E 10 milioni come capo della coalizione. Perché non considerate il valore di quegli italiani che non possono essere sbattuti fuori dal diritto alla rappresentanza politica e istituzionale. Se il Senato caccia veramente Berlusconi, noi non ci stiamo più”. “Questo governo Letta era partito su due presupposti: la pacificazione e una politica economica contro la crisi” – spiega Minzolini – “La pacificazione non c’è stata e anche sull’altro fronte ci sono dei problemi evidenti”.