La Cassazione assolve Dolce e Gabbana: non c’è stata evasione fiscale



Il 25 marzo 2014 il  sostituto procuratore generale di Milano Gaetano Santamaria ha chiesto l’assoluzione per gli stilisti Domenico Dolce e Stefano Gabbana nel processo di secondo grado per l’accusa di concorso in omessa dichiarazione dei redditi. I due stilisti in primo grado erano stati condannati a 1 anno e 8 mesi. Santamaria ha detto: “Il buon senso mi porta a chiedere” per tutti gli imputati “l’assoluzione perché il fatto non sussiste”. Per il Pg “una condanna penale contrasta col buon senso giuridico”. Gianni Dragoni ripercorre in una puntata di Servizio Pubblico le prime fasi della vicenda giudiziaria che ha coinvolto i due stilisti.

Dolce e Gabbana evasione fiscale: la sentenza di assoluzione

A ottobre 2014 è arrivata l’assoluzione della Cassazione. Scrive Rai News:

La Cassazione ha assolto Domenico Dolce e Stefano Gabbana, gli stilisti ai quali la Corte d’appello di Milano il 30 aprile scorso aveva inflitto 1 anno e sei mesi di reclusione per evasione fiscale. In particolare, la Terza sezione penale ha annullato senza rinvio la sentenza della Corte d’appello di Milano del 30 aprile 2014. Agli stilisti veniva contestata la presunta evasione fiscale che sarebbe stata realizzata, secondo l’inchiesta, con una ‘estero-vestizione’, vale a dire la creazione nel 2004 di una società ritenuta fittizia in Lussemburgo, la Gado, per ottenere vantaggi fiscali. Il tema di fondo della questione fiscale ruotava appunto attorno al fatto se la società era stata costruita artificiosamente all’estero o se si poteva ritenere che la Gado avesse una ragione d’essere con una effettiva operatività all’estero.