Salvatore Striano e il carcere ingiusto



Il Consiglio dei ministri ha approvato sia il disegno di legge in materia di processo civile e penale che il decreto legge per affrontare l’emergenza carceraria: assistenza per i tossicodipendenti detenuti, misure per il rimpatrio degli immigrati, stabilizzazione dei domiciliari per gli ultimi 18 mesi di pena. A Servizio Pubblico ne parla Salvatore Striano, ex detenuto di Rebibbia, diventato attore grazie al film dei fratelli Taviani Cesare deve morire.

Salvatore Striano a Servizio Pubblico

Oggi gira i penitenziari per dare una speranza ai detenuti e non far calare il silenzio sulla situazione insostenibile delle carceri italiane. “Mi vergogno a dirlo, ma ho vissuto un carcere possibile. In 300 a Rebibbia avevamo lavoro, cultura, teatro, università. Per un detenuto comportarsi bene per 5 anni, come prevede l’indulto, non è facile se non ha più nulla da perdere”. L’attore attacca con toni durissimi Berlusconi soprannominato Il nano e sottolinea: “Il carcere appartiene ai poveri, agli emarginati”. E sulla Bonev precisa che merita rispetto.