Boninsegna alla Cartiera Burgo di Mantova: “Rivedo le lotte di mio padre”



“Hanno detto tutti che festeggerò il mio settantesimo compleanno in fabbrica, ma io sono qui per ricordare mio padre”. Così Roberto Boninsegna alla Cartiera Burgo di Mantova, accolto da applausi e cori da stadio, che ha incontrato i lavoratori da otto mesi in presidio permanente. Per oltre un secolo dallo stabilimento mantovano è uscita la materia prima di tutti quotidiani e i settimanali d’Italia. Fino a febbraio 2013 quando la crisi dell’editoria ha costretto l’azienda a mettere in cassa integrazione i 175 operai.

Boninsegna alla Cartiera Burgo

“Mio papà Bruno (scomparso a soli 61 anni, ucciso dai fumi dello stabilimento, ndr) ha lavorato qui come saldatore per 36 anni” ha raccontato l’ex attaccante dell’Inter e della nazionale italiana, davanti a una sala mensa affollata di persone di ogni età, appassionati di calcio e non. “Ritrovo un po’ di lui in questi ragazzi. Nelle loro rivendicazioni e nella loro protesta vedo quelle che faceva mio padre negli anni Cinquanta. Erano lotte dure quelle di mio padre. Era un comunista di quelli veri. Ma non mi ha impedito mai di andare a giocare nella squadra di parrocchia. Per lui ottenere le mascherina aveva lo stesso valore che per me aveva segnare un gol. Spesso infatti lavorava solo con un fazzoletto davanti la bocca…”.