Gli angeli del fango in Sardegna



Sandro Ruotolo tra i volontari in Sardegna, giovani ragazzi che puliscono le strade spalando il fango da tre giorni senza sosta. Una piccola anticipazione de ‘La congiura degli innocenti’, un reportage esclusivo di Servizio Pubblico dai luoghi del disastro.

Gli angeli del fango in Sardegna

Questo il racconto di Oggi sul lavoro dei tantissimi volontari impegnati dopo l’alluvione:

In via Belgio, a Olbia, sembra che sia scoppiata una bomba. La casa all’angolo è sventrata, i vetri in frantumi, i bastoni delle tende penzolano come ossa rotte. L’asfalto, sgretolato, vomita fango. Sui marciapiedi una scarpa da ginnastica, una lattina di pelati e un ombrello rotolano furiosi, sospinti dal vento. In una pozza d’acqua giace, zoppo, il girello di un bambino, i coniglietti della plastica coperti di terra secca.

Patrizia e sua figlia Morgana, 2 anni, sono morte a pochi passi da qui, inghiottite dall’acqua del rio Saligheddu. La loro auto è colata a fondo in un minuto, sotto gli occhi sbarrati di Enzo, il marito di Patrizia, che era riuscito a scendere dalla macchina e stava cercando di aprire la portiera della moglie quando l’auto si è inabissata d’un colpo. Mentre l’acqua frustava gli alberi e le case, le grida disperate di Enzo si sentivano fino in fondo alla strada. Stava per finirci anche lui, in quel gorgo. Voleva finirci, anzi. A salvarlo è stato Domenico Spano, pescatore o angelo custode, chi lo sa.