Italiani in Svizzera? Forse non più



Sono tanti gli imprenditori italiani che hanno trasferito la propria azienda in Svizzera. Altrettanti si preparano a farlo. Cosa li fermerebbe? “Meno tasse, meno burocrazia e stabilità di governo”. Ma le cose in futuro cambieranno per gli italiani in svizzera. Gli elettori elvetici hanno infatti approvato il referendum che proponeva un tetto all’immigrazione degli stranieri. Che si tratti di nuovi residenti, lavoratori frontalieri o richiedenti asilo politico. Il racconto di Andrea Casadio per Servizio Pubblico.

Italiani in svizzera

Sul risultato del referendum la cronaca de Il Fatto Quotidiano:

In Svizzera passa il referendum contro l’immigrazione di massa. A rischio il lavoro dei frontalieri (anche italiani) e le relazioni tra Berna e Bruxelles. Il testo dell’iniziativa popolare proposta dall’Udc, il partito di ultradestra che da anni si spende in campagne anti-immigrazione e contro i lavoratori frontalieri, prevede infatti la rinegoziazione degli accordi sulla libera circolazione delle persone entro tre anni da oggi.

La novità che riguarda più da vicino i 65mila frontalieri italiani che lavorano ogni giorno in Svizzera è quella scritta nel terzo comma del nuovo articolo 121 della Costituzione Federale che prevede l’introduzione di “tetti massimi annuali e contingenti annuali per gli stranieri che esercitano un’attività lucrativa” sul territorio elvetico. Tetti massimi che “devono essere stabiliti in funzione degli interessi globali dell’economia svizzera e nel rispetto del principio di preferenza agli Svizzeri” e, come si legge: “Essi devono comprendere anche i frontalieri”. La Commissione europea “si rammarica” perché “questo va contro il principio della libera circolazione delle persone tra l’Ue e la Svizzera”