Brianza: la banca della ‘ndrangheta



La banca della ‘ndrangheta in Brianza. L’inchiesta di Servizio Pubblico. In Brianza ci sono più di sessantamila imprese, ma neppure la metà ha accesso al credito bancario. Così, a finanziare gli imprenditori ci pensa la ‘ndrangheta. Pino Pensabene, il reggente della ‘ndrina locale, ha messo su una vera e propria banca clandestina con tassi di usura. Un giro d’affari di centinaia di milioni di euro. L’inchiesta esclusiva di Walter Molino per Servizio Pubblico.

La banca della ‘ndrangheta

Le parole del procuratore aggiunto di Milano Ilda Boccassini: “In quel tugurio Pensabene e i suoi sodali sono riusciti a manovrare centinaia e centinaia di milioni di euro. Hanno avuto la possibilità d’irretire imprenditori ovviamente senza scrupoli”.

La testimonianza di un imprenditore

Gli imprenditori usurati si rifiutano di parlare tranne Giuseppe Tremolada: “Ho iniziato a diciotto anni a lavorare da solo. Ero arrivato veramente da qualche parte, fatturavo 300-400 mila euro l’anno. Per un ragazzo di 23 anni non è facile. Poi sono andato in crisi perché non mi hanno pagato e le banche mi hanno chiuso il credito. Tu rimani scoperto con i fornitori e con gli operai e così sono andato da Pensabene. Pensavo fosse un semplice usuraio, non uno dei capi della ‘ndrangheta. Secondo voi in Italia è meglio denunciare? Ditemelo voi”.