Grillo e la Shoah



Grillo e la Shoah: la polemica. “Quando succede che lo Stato non c’è più e la gente non crede più perché non ha più niente da perdere, la situazione diventa pericolosa. Noi siamo il cuscinetto per il fascismo. C’è una shoah da tutte le parti. Io non ho fatto ironia sull’ebraismo. Ho voluto dire che la P2 rende liberi”. La spiegazione di Beppe Grillo dopo le polemiche a seguito della pubblicazione di un post sul suo blog in cui parafrasava Primo Levi. Poi l’affondo: “Ecco cosa succede quando attacchi le lobby. Io non volevo offendere la comunità ebraica, non devono sentirsi offesi. Non chiedo scusa, non mi sembra di aver mancato di rispetto a nessuno. Ho amici di tutte le religioni e sono sempre aperto al dialogo”.

Grillo e la Shoah: la critica di Vauro

La polemica sul post del leader del Movimento 5 Stelle. Giulia Sarti ricorda che anche Vauro aveva fatto una vignetta con Marchionne davanti ai cancelli di Auschwitz. Ma il vignettista risponde: “La differenza fra me e Beppe Grillo è che io sono un vignettista. Non sono una figura ambigua. Non sono un capo popolo o un leader politico. Quando uso quel linguaggio lo uso nel contesto che gli è consono, ossia quello della satira. Lo stesso linguaggio con le stesse parole avulso dal contesto della satira e usato da un palco politico non ha lo stesso impatto. Il fatto che Grillo usi quel tono da vent’anni non è un’attenuante. Prima faceva il comico, adesso è un leader politico”.