Pulce Piccolo Vallanzasca. Giovani criminali crescono



Pulce Piccolo Vallanzasca. Un tempo a Milano il mercato della droga era controllato dalla mafia. Poi è arrivata la ‘ndrangheta. Oggi la domanda di droga è così forte che le grandi mafie possono lasciare la piazza a chi se la prende. Come a Quarto Oggiaro, periferia milanese a due passi dai cantieri dell’Expo. Dove lo Stato è assente e i piccoli criminali crescono. Il racconto dell’ascesa del baby criminale “Pulce” fra rapine, furti e risse.

Pulce piccolo Vallanzasca

L’intervista alla mamma del “Pulce”: “Mio figlio ha ripreso dal padre. È un ribelle ma ha solo quindici anni. Lui nel quartiere lo chiamano Pulce. La polizia dice che ha picchiato una persona con una pistola spaccandogli la faccia. Adesso è dentro per questo. Non è vero che portava la droga ai tossicodipendenti, tutti conoscono le macchine della polizia qui a Quarto Oggiaro. Per quattro mesi è stato latitante per un tentato furto in un box. Lo hanno portato in una comunità ma non andava bene per lui ed è scappato. Non dovevano mandarlo in comunità, è un ribelle. I giudici devono capire chi hanno davanti, era meglio mandarlo in carcere per 7/8 mesi e poi usciva. Magari non avrebbe fatto tutti questi reati”. Poi parla la ragazza del Piccolo Vallanzasca: “Io cerco di fargli mettere la testa a posto ma io non posso farci niente, è una sua scelta di vita”.