Il M5S e il reato di clandestinità



Il M5S e il reato di clandestinità. Giulia Sarti affronta i temi più cari al Movimento 5 Stelle e si scaglia contro la Lega: immigrati e tossicodipendenti non possono essere trattati allo stesso modo di un mafioso.

“Io penso che Salvini punti l’attenzione su due temi. Cioè euro e immigrazione che non c’entrano con la situazione che l’Italia sta vivendo oggi. Lui dice sulla legalità due pesi e due misure. Il problema è la giustizia che abbiamo oggi che ha dei benefici penitenziari come il rito abbreviato che ti taglia la pena di un terzo o la liberazione anticipata. Veniamo da vent’anni di politiche sulla giustizia che hanno rovinato il paese. La Lega non può ragionare solo sull’inasprimento delle pene e sulla costruzione di nuove carceri”.

Il M5S e il reato di clandestinità

“Mandiamoli tutti in galera, consideriamoli tutti uguali. Le differenze ci sono. Un tossicodipendente o un immigrato non può essere considerato alla stregua di un mafioso. In tutte le situazioni cerchiamo capro espiatorio, è un atteggiamento che mi preoccupa molto. Chiariamo una volta per tutte che il reato di immigrazione clandestina non è stata abolito. Noi abbiamo votato la depenalizzazione del reato di clandestinità. Cioè vuol dire trasformare un reato penale in sanzione amministrativa”.