Ultrà del Napoli: “Così ho visto Gastone sparare a Ciro”



“Noi non abbiamo iniziato a fare nulla. È stato Gastone ad aggredirci. Erano più di uno, indossavano caschi e passamontagna: è stato un agguato. Dicevano che era un vivaio ma quello è un centro di estrema destra. Stavano tutti là per aggredire i pullman dei napoletani, non gli ultrà, ma le persone normali.” Il racconto di un ultrà testimone della sparatoria prima della finale di Coppa Italia a Roma. “Ho visto Gastone De Santis sparare a Ciro, poi ha puntato la pistola in faccia a me e ad altri. Ma non era solo lui a sparare”.

“Volevamo uccidere Gastone De Santis”

L’intervista esclusiva di Sandro Ruotolo ad un ultrà napoletano. “Se fosse successo a Napoli quello che è accaduto a Roma, adesso Napoli stava sommersa… sommersa di fango. È da sabato che parliamo di Genny detto a’carogna. Gastone De Santis? Volevamo ucciderlo. Stava talmente imbottito di droga che non sentiva dolore. Tu lo malmenavi e lui diceva ‘dammi più forte’, non sentiva niente”.

È morto il calcio.

Dopo oltre 50 giorni di agonia Ciro Esposito è deceduto per le ferite da arma da fuoco riportate alla vigilia della finale di coppa Italia. Decine di migliaia di persone si riuniscono a Scampia per celebrare la morte di un fratello. “Il tifo di Ciro era un tifo pulito” racconta la fidanzata Simona. “Sotterrate la violenza, non lasciate che colpisca altri giovani, figli, fratelli, amici”. Il reportage esclusivo di Sandro Ruotolo.