Philippe Daverio e l’illusione dell’industria



Philippe Daverio studia la classe operaia italiana. “Per fare una classe operaia ci vogliono due secoli. Se i tedeschi non avessero iniziato nel 1700 Karl Marx avrebbe scritto romanzi d’amore. La nostra è una finzione industriale iniziata da Mussolini e continuata dalla Democrazia cristiana. In Italia la gente aveva un futuro nel turismo e nell’agricoltura. Questo mito industriale non ha portato a grossi risultati. L’Ilva a Taranto e la Lucchini a Piombino sono il risultato di un errore estetico comportamentale”.

Philippe Daverio sui Beni culturali

L’analisi del critico d’arte. “I musei non sono esattamente come gli alberghi a ore, cioè tot metri quadri tot visitatori. I musei sono strutture culturali di conservazione di comunicazione. Ora noi ci siamo sempre posti la domanda se veramente e se veramente comunicano. Firenze ha una cinquantina di musei. Il più antico museo del mondo (di antropologia culturale) è a Firenze. Quello fatto dai Medici nel 1500. Se ha 30 visitatori al giorno sono tanti. Firenze ha una delle più grandi collezioni d’arte giapponese e non ci va nessuno. La cultura non è andare agli Uffizi, è entrare in contatto con un mondo. Firenze potrebbe avere gli stessi numeri di Parigi. Ma la struttura degli Uffizi non lo permette. O s’inventano degli Uffizi o quel sistema non può funzionare. Noi ci giochiamo sopra e ci nascondiamo dietro un dito”.