Mirko Lami, operaio della Lucchini: “Piombino non si rassegna”



Mirko Lami, operaio della Lucchini di Piombino, si scaglia contro le parole di Beppe Grillo: “Ho contato fino a 6000 per evitare di sbottare. A Piombino come si fa con il reddito di cittadinanza? Si tengono 800 lavoratori nella laminazione e 1500 a reddito di cittadinanza? Poi si picchiano fra di loro. Il problema è che si parla senza conoscere. Nessuno dice che è colpa di Grillo se l’altoforno chiude. Nessuno gli dà questa responsabilità. A Piombino però deve venirci in punta di piedi perché deve rispettare la dignità dei siderurgici. la dignità del lavoro”.

Mirko Lami, l’operaio contro Grillo

“Quando si parla di siderurgia si parla di grossi numeri. Ci sono cinquemila famiglie in bilico. Noi su Piombino vogliamo dare delle soluzioni, è dal 2009 che si combatte. Le televisioni ci vedono ora perché lo ha detto il Papa. La soluzione potrebbe essere lo smantellamento della Concordia che costa 110 milioni a Piombino. Ma 3000 operai con gli ammortizzatori sociali per quattro anni costano 160 milioni di euro. Vogliamo trattare con Carnival? Non è questo è il governo del fare? Allora discutiamo di questa soluzione. Tutti dicono che la Concordia non entra nel nostro porto, ma non è vero. A settembre con in fondali a meno venti la nave entra”.