Zingales e Landini: Ilva e Lucchini devono chiudere?



Ilva e Lucchini devono chiudere? L’analisi economica di Luigi Zingales: “Io capisco perfettamente la sofferenza di questi operai. Hanno lavorato per molto periodo e hanno una capacità e delle qualità accumulate nel tempo e le vorrebbero utilizzare. Il problema è che oggi l’acciaio viene prodotto nei paesi in via di sviluppo. L’India, la Cina e la Russia producono molto acciaio. I paesi più avanzati se vogliono mantenere un salario elevato devono spostarsi in produzioni a più alto valore aggiunto. È un inevitabile spostamento verso altre produzioni. Quello che bisogna fare è aiutare queste persone a qualificarsi per lavori superiori. Non possiamo più mantenere dei posti di lavoro che non sono più competitivi solo per proteggere questi lavori”.

Ilva e Lucchini

Continua l’analisi dell’economista molto duro sul ruolo dei sindacalisti e del sindacato: “La realtà è questa. Il mondo cambia e noi dobbiamo cambiare. Secondo me bisogna dare un modo di transizione non traumatico per questi operai ma dobbiamo assolutamente permettere questo cambiamento. Io sono il primo sostenitore di una forma di sostegno per gli operai in maniera tale da chiudere le aziende inefficienti. Molto spesso gli imprenditori usano il sindacato come scudo umano per proteggere i loro interessi. E così finiamo nel dare 270 milioni pubblici che andranno a difendere gli interessi di chi ha sbagliato. Quei soldi non andranno tanto ai lavoratori ma agli imprenditori che hanno gestito male le aziende o andranno alle banche che hanno prestato malamente a quegli imprenditori. Il sindacato sta diventando lo scudo umano dei capitalisti falliti”.