È morto Ciro Esposito. Lo zio Pino: “Ha riconosciuto Daniele De Santis in foto”



“Mio nipote ha riconosciuto, in un momento di lucidità, Daniele De Santis (Gastone). Ciro – il tifoso del Napoli morto questa mattina al Policlinico Gemelli – gli era andato incontro per bloccarlo. De Santis, ha raccontato mio nipote, buttava bombe carta contro il pullman dei tifosi pieno di donne e bambini. Non si era accorto che De Santis fosse armato: e quello gli ha sparato. Dopo una piccola colluttazione, De Santis è caduto a terra, e ha continuato a sparare, ferendo anche altri ragazzi assieme a Ciro. Poteva essere una strage”.

“Ha riconosciuto Daniele De Santis”

Così Pino Esposito, zio di Ciro, in un’intervista a Servizio Pubblico rivela nuovi particolari sugli scontri di Roma del 3 maggio scorso. Particolari ora al vaglio degli inquirenti. “Daniele De Santis – prosegue Pino Esposito rispondendo alle domande di Sandro Ruotolo – non era solo a sparare contro il pullman di tifosi napoletani. Con lui c’erano altre persone con i caschi”. La famiglia, in un comunicato diramato stamattina dopo che si è spento Ciro, ha ribadito che il giovane “è intervenuto in via Tor di Quinto a Roma per salvare i passeggeri del pullman delle famiglie dei tifosi del Napoli calcio. Ciro è morto per salvare gli altri: è un eroe civile. Noi chiediamo alle istituzioni di fare la loro parte. Daniele De Santis non era solo. Vogliamo che vengano individuati e consegnati alla giustizia i suoi complici. Vogliamo che chi, nella gestione dell’ordine pubblico, ha sbagliato paghi”.