A un passo da Ismail Mesinovic, sul confine fra Turchia e Siria



La storia del piccolo Ismail Mesinovic. Pablo Trincia e Lidia sono alla ricerca del piccolo Ismail, portato in Siria dal padre un anno fa. Qualcuno le ha detto che il bambino si trova a Jarabulus, cittadina siriana a pochi chilometri dal confine con la Turchia. Al campo profughi di Suruç Lidia affigge dei volantini con le foto del piccolo e il suo numero di telefono. Chiunque l’avesse visto è invitato a chiamarla. “Mio figlio è così vicino – dice – ma non lo posso vedere. È dura”.

Sulle tracce di Ismail Mesinovic

Ibrahim Delić fa il pastore in Bosnia ed è un imam che inneggia al jihad. Dal paese dove vive sono partiti tre dei 160 estremisti bosniaci arruolati tra le fila dell’Isis. Delić riconosce in una foto Ismail, il figlio di Lidia rapito dal padre e portato in Siria.

Il pastore imam

“Io ho sempre fatto il pastore, è una tradizione familiare. Sono andato in Siria recentemente per dare assistenza spirituale ai miei compaesani che si erano arruolati tra le fila dei ribelli anti Assad. Gli americani stanno cercando di conquistare i paesi mussulmani e quando questi ultimi si difendono vengono chiamati terroristi. Le sembra giusto? Io la sfido a trovare un singolo Stato mussulmano che sta cercando d’invadere un paese cristiano. Bin Laden non era un terrorista, era soltanto un uomo che voleva diffondere la sharia, la legge islamica. L’unico motivo per cui ho deciso di parlare con voi oggi è perché il nostro profeta dice che un giorno Roma verrà conquistata e diventerà una città islamica”.