Mara e i reati ambientali: “Cosa ci succederà gestendo i rifiuti così?”



Mara Galanti, una delle “mamme volanti” di Brescia e la denuncia contro i reati ambientali. “Fossero solo le discariche il problema. Abbiamo anche un inceneritore, abbiamo una valle che non ha un depuratore. Abbiamo una somma di criticità. Noi non sappiamo cosa c’è nelle discariche. Le persone che gestiscono i rifiuti si dovevano gestire da soli.  Si parla tanto di autocertificazioni, ma se il risultato è questo, cosa ci succederà?”

I reati ambientali

Stefano Ciafani intervistato da Sandro Ruotolo. Così il vicepresidente di Legambiente. “Oggigiorno tutti i reati ambientali sono reati contravvenzionali, di serie B. Sono reati che non permettono l’emissione di ordinanze di custodia cautelare. Sono reati che non permettono le intercettazioni telefoniche ambientali. Non permettono le rogatorie internazionali in caso di traffici tra paesi stranieri. Questo ha sostanzialmente portato le aziende a poter commettere reati nella garanzia quasi totale dell’impunità”.

Serve il reato penale

“Un’azienda che si mangia una montagna con una cava illegale commette un reato minore rispetto al furto di una mela in un supermercato. Sono reati di natura amministrativa sostanzialmente con tempi di prescrizione molto brevi. Questo vale anche per un’azienda che decide di scaricare i suoi reflui chimici in un fiume, o di sversare i suoi reflui inquinanti in falda. Sono tutti reati che oggi fanno parte di una normativa assolutamente blanda che non permettono né la repressione né la prevenzione. Serve introdurre il reato penale per tutelare non solo l’ambiente ma soprattutto la salute dei cittadini che abitano quei luoghi”.