Bertazzoni e Lupi all’aeroporto: la difesa del ministro



Bertazzoni e Lupi. Aeroporto di Fiumicino, ore 8 del mattino. Servizio Pubblico pizzica il ministro Maurizio Lupi. Al centro del ciclone dopo lo scandalo appalti sulle Grandi opere pubbliche, mentre è in partenza per la Milano dell’Expo. Pur non essendo indagato, il titolare delle Infrastrutture è accusato di aver chiesto aiuto a Ercole Incalza, storico dirigente del suo dicastero, e ad alcuni imprenditori suoi amici per trovare un lavoro al figlio Luca, laureato nel dicembre 2013 in Ingegneria.

La difesa del ministro

Davanti alle telecamere di Servizio Pubblico si difende. “Io non ho fatto pressioni per far assumere mio figlio. Per uno che ha studiato Ingegneria civile, quante possibilità ci sono di fare un lavoro che sia a contatto con le attività del ministero delle Infrastrutture?”. E riguardo all’ipotesi di sue dimissioni: “Perché dovrei? Renzi dice che è una decisione che spetta a me. Io mi assumo le mie responsabilità, l’ho sempre fatto”.

Michele Santoro sul caso Lupi

Michele Santoro su Lupi. Diceva il ministro: “Ma come, per un orologio regalato a mio figlio mi dovrei dimettere? Dov’è la colpa?”. La vicenda del titolare delle Infrastrutture è uno schiaffo a tanti giovani neolaureati. Gli italiani che si comportano come lui potrebbero essere anche la maggioranza. Se dovessimo tenerci solo i politici coerenti nel mettersi esclusivamente al servizio del bene comune, troveremmo presto i cartelli affitasi locali vuoti davanti a Montecitorio e Palazzo Madama. Il Sistema sceglieva le opere, il Sistema dettava i tempi della politica.