A spasso per Expo: guide spaesate, padiglioni chiusi e Sgarbi-show



A spasso per Expo: guide spaesate, padiglioni chiusi e Sgarbi-show. A tre settimane dall’inaugurazione di Expo, i lavori ai padiglioni sono ancora in corso. Alcuni Paesi africani hanno avuto problemi con il visto per il trasporto del cibo e restano chiusi. A Casa Italia le guide sembrano spaesate. Il critico d’arte Vittorio Sgarbi, che ha curato la mostra dal titolo “Il tesoro d’Italia”, polemizza sulla gestione dello spazio espositivo italiano. Esalta invece quella di Oscar Farinetti, patron di Eataly : “Milano non è l’Expo di Milano, l’Italia non è quello che c’è qui. Sembra di essere nell’anticamera di un dentista. È l’unica opera che rimarrà ma è inutile, come l’albero della vita Il padiglione di Eataly non solo non è costato nulla a nessuno perché i soldi li ha messi Farinetti ma contiene cose che dalle altre parti non si vedono. Montanari mi critica? Poveretto”.

Expo: lo volevamo davvero così?

Alla vigilia dell’inaugurazione, Walter Molino ricostruisce i passaggi che hanno portato all’Esposizione Universale. Dall’aggiudicazione del 2008 con il sogno di un progetto ecologista fino alla disperata corsa per la consegna, fra sprechi e ritardi. “Il disegno iniziale immaginava un grande orto planetario” denuncia Mattia Calise, consigliere comunale del M5S. “Ma le tende leggerissime che dovevano coprire l’area sono diventate volumetrie in cemento armato”.