La telefonata del Boss. “Pronto? Sono Michele Zagaria”



La telefonata del Boss. È il novembre del 1998. Al Corriere di Caserta squilla il telefono di Carlo Pascarella, cronista ventiquattrenne che si occupa di camorra. Nei giorni precedenti ha scovato e pubblicato una notizia clamorosa: i vertici del clan dei Casalesi sono in lite aperta. E fra i due grandi padrini latitanti Michele Zagaria e Antonio Iovine è in atto una lotta per la successione.

A telefono con Iovine e Zagaria

Quando Pascarella alza la cornetta per rispondere, subito pensa a uno scherzo: “Pronto, sono Michele Zagaria”. Sembra impossibile, ma all’altro capo del telefono c’è proprio lui. “Testastorta”, l’introvabile boss dei Casalesi che ci tiene a fare una particolare “rettifica”. Fra lui e Antonio Iovine non esiste alcuna faida e per dimostrarlo passa la cornetta  proprio a Iovine. che parla con Pascarella “non per minacciare”, come ci tiene a precisare, ma solo perché “vanno scritte cose giuste”. Poi la parola torna a Zagaria per un’ulteriore raccomandazione. “Di questa telefonata domani non devi scrivere nulla”. A distanza di 14 anni la telefonata sarà resa pubblica e i due boss processati e assolti. Solo dopo il pentimento Antonio Iovine tornerà su quella conversazione, ammettendo le minacce: “Pascarella scriveva cose vere ma sgradevoli”.