Riondino: “Taranto non esiste da 30 anni, Renzi tace su Ilva”



Mentre a Milano si inaugurava l’Esposizione Universale, a Taranto il concerto del Primo Maggio contava la partecipazione di più di trecentomila persone. Michele Riodino, direttore artistico della manifestazione, commenta: “Taranto non esiste da 30 anni a questa parte. È una non-città, un non-luogo. Qui gli operai dell’Ilva non hanno mai avuto la possibilità di parlare e i sindacati hanno fatto il gioco della fabbrica. Quando abbiamo chiesto a Renzi di guardare l’Ilva dalla parte degli operai, non ci ha neanche risposto”.

Michele Riondino: Dobbiamo cambiare mentalità

Noi dobbiamo modificare il pensiero unico tarantino. Dobbiamo cambiare la mente dei tarantini. Ormai considerano normale lavorare in determinate condizioni, il dover accettare di respirare una determinata aria. Sono costretti a sentire falsità da più voci. Non si conosce l’affare tarantino perché non si viene giù a toccare con mano quello che succede. Dicono che il rione Tamburi è nato accanto all’Ilva, invece è il contrario. Non dicono che la fabbrica è due volte la città, non si parla dell’urbanizzazione selvaggia. Dobbiamo far capire ai tarantini che un altro futuro è possibile. Noi non vedremo mai la bonifica degli impianti, è impossibile trovare i soldi necessari per farlo. Ma il futuro di Taranto è davvero fondato sull’acciaio? Noi non siamo il popolo del no, siamo quelli che vogliono ragionare sullo stato esistente delle cose”.