La Chiesa e i gay: due pesi e due misure?



La Chiesa e i gay. Monsignor Krzysztof Charamsa è polacco. Ha 43 anni e vive a Roma da 17 anni. Pochi giorni fa ha scritto una pagina di storia: è il primo sacerdote cattolico a fare coming out.

La chiesa e i gay: il primo storico coming out

«Voglio che la Chiesa e la mia comunità sappiano chi sono» ha raccontato «un sacerdote omosessuale, felice e orgoglioso della propria identità. Sono pronto a pagarne le conseguenze, ma è il momento che la Chiesa apra gli occhi di fronte ai gay credenti e capisca che la soluzione che propone loro, l’astinenza totale dalla vita d’amore, è disumana». Monsignor Charamsa ha pagato la sua rivelazione con l’immediata rimozione da tutti gli incarichi in seno al Vaticano.

La Chiesa e i gay: lo speciale Giallo Vaticano

Una censura fulminea e netta quella del Monsignor Charamsa. Suscita però perplessità se confrontata con la storia che Don Ariel Stefano Levi, sacerdote di Gualdo, ha raccontato nel nostro speciale “Giallo Vaticano” del 2013, denunciando l’esistenza di “marchettificio omosessuale” che coinvolgeva la basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri di Roma: « Prestando servizio presso la basilica non tardai ad accorgermi che un prete nutriva un nutrito circolo di giovani gay, foraggiandoli di soldi, in cambio di prestazioni sessuali. Portai la cosa al vicariato e scrissi una relazione dettagliata, poi stata consegnata al prefetto della congregazione per il clero e al Cardinale Bertello, con preghiera di consegnarla al cardinale Tarcisio Bertone. La feci avere anche al Cardinale Comastri, al Cardinale emerito di Roma Camillo Ruini. Io venni allontanato, mentre il prete fu mandato in parrocchia che conta più di 10.000 parrocchiani”.