Ostia, l’affaire delle concessioni balneari e le carte bruciate



Ostia: è scontro in commissione parlamentare Antimafia tra la sindaca di Roma, Virginia Raggi (M5S), e il presidente Rosy Bindi (Pd) sulla questione che riguarda le concessioni agli stabilimenti balneari. “C’è un’illegalità diffusa. Chiaramente la mia intenzione è rimetterle a bando – ha dichiarato la Raggi -. Ma il mio operato dipende anche da quello che fate voi parlamentari. Noi, io e la giunta, abbiamo le mani legate perché voi le avete prorogate fino al 2020”.

“Ostia”, ha replicato Bindi, “è stata sciolta perché c’è la mafia checché ne dica la Corte d’Appello e confidiamo nella Cassazione”. La stessa prima cittadina ha poi risposto: “Su questo siamo d’accordo”. La Bindi ha poi aggiunto: “La sindaca ha il potere di revocare le concessioni illegittime”. Il 27 ottobre 2016 la Guardia di finanza ha sequestrato una importante quota dell’immenso patrimonio riconducibile a Mauro Balini.

L’inchiesta sulle concessioni agli stabilimenti balneari

A dicembre del 2014 Stefano Maria Bianchi e Luca Ferrari si occuparono della concessione della spiaggia Hakuna Matata di Ostia, intestata al direttore del porto Mauro Balini, prorogata fino al 2020. A luglio del 2016 viene sequestrato gran parte dell’impero di Balini: beni per 450 milioni di euro. Tra questi proprio lo stabilimento Hakuna Matata.