Santoro e Berlusconi. Quando la TV scoprì la Rete



Santoro e Berlusconi. Quando la TV scoprì la rete. Un grande evento televisivo che segnò uno spartiacque nel rapporto fra tv, rete e realtà.

Michele Santoro racconta di come la rete ha fatto sentire la sua voce durante la puntata di Servizio Pubblico con ospite il Cavaliere. Inizia così l’anteprima del nuovo programma in onda su Rai2. Un’analisi attenta e lucida sul percorso di Servizio Pubblico dalla puntata con ospite Silvio Berlusconi ad oggi con Italia. 

Santoro e Berlusconi: dalla tv alla rete

Quando la Tv scoprì la Rete. “Quando quel cavaliere ci cacciò dalla televisione accadde questo. Nel paese si sviluppò proprio sul piano televisivo una linea di resistenza che celebrò il suo grande giorno di vittoria quando quel cavaliere mise piede dentro uno studio televisivo. Si chiamava Servizio Pubblico ed era stato voluto da centomila cittadini italiani che avevano pagato dieci euro a testa per avere uno spazio televisivo al servizio del paese. Quel cavaliere che voleva distruggere tutto in realtà chiese ospitalità a quello studio. Quello fu il momento in cui potevamo dire con certezza che la resistenza aveva trionfato. Fu un grande evento televisivo. Il guaio è quello che accadde dopo. Trasformare un trionfo televisivo in una sorta di disavventura totale dell’umanità. E perché? Perché sulla rete bande di propagandisti inferociti iniziarono a dire ‘Berlusconi ha vinto’. Perché quelli di Berlusconi dicevano che Berlusconi aveva vinto. Poi arrivarono quelli di Grillo che dissero Berlusconi ha vinto perché avevano bisogno di dire che noi non servivamo più a niente … Quindi che cosa accadde? Per la prima volta un grande evento televisivo fu battuto dal senso comune che si era creato sulla Rete”.