Terrorismo, la storia di Anas: rapper bresciano che combatte per l’Isis



Un blitz antiterrorismo del Ros dei carabinieri ha portato all’arresto di tre uomini, due egiziani e un algerino, accusati di associazione con finalità di terrorismo internazionale tra la Liguria e la Lombardia e Piemonte. Sul web si occupavano di diffondere materiale jihadista e di instradare combattenti dal nord Africa in territorio siriano e in Libia per conto dello Stato Islamico.

La storia di Anas: un combattente di Allah

Un’opera di propaganda e proselitismo come quella portata avanti dal 21enne Anas el Abboubi. Nato in Marocco nel 1992 e arrivato a Vobarno, paesino in provincia di Brescia. Viene arrestato il 6 giugno 2013 per “addestramento a fini terroristici”. Agli agenti ha detto di essere “un combattente di Allah”, prima di finire in carcere per 12 giorni. Dopo essere stato rilasciato, è partito per la Siria. Anas è poi ricomparso solo qualche mese più tardi sui social: una foto lo ritraeva ad Aleppo, mentre imbracciava un kalashnikov.

Da poco Anas è stato inserito nella speciale lista dei terroristi internazionali stilata dagli Usa che attualmente conta una cinquantina di combattenti stranieri di origine italiana che starebbero attualmente combattendo in Siria. Il sogno di sfondare nel rap, condiviso con il terrorista Chérif Kouachi, l’amicizia con Dr. Domino. Il percorso di radicalizzazione in rete, la scelta di sposare lo Jihad. Tutto questo è stato raccontato da Maddalena Oliva in un reportage di Servizio Pubblico. Ecco come nasce l’estremista della porta accanto.