Dagli angeli del fango di Firenze a quelli delle macerie di oggi: “E’ colpa di tutti”



Alluvione di Firenze. Una data da non dimenticare. Era un venerdì. Era il 4 novembre 1966 in meno di 12 ore Firenze venne invasa da 80 milioni di metri cubi d’acqua. La piena dell’Arno, alimentata da giorni di pioggia, ruppe gli argini poco dopo le cinque di mattina. Il fiume entrò in città travolgendo ogni cosa: case, negozi, monumenti. Morirono 36 persone. Furono almeno 1.500 le opere d’arte danneggiate, 30mila le auto travolte e 18mila le famiglie alluvionate.

Gli angeli del fango

I protagonisti di quei giorni furono soprattutto i ragazzi e le ragazze. Da ogni parte d’Italia e del mondo arrivarono a Firenze per aiutare la città a rimettersi in piedi. Gli angeli del fango. Proprio come accadde nel 2014 durante l’alluvione di Genova del 9 e 10 ottobre. Ancora una volta i ragazzi, che si erano dati appuntamento sui social network portandosi dietro quello che trovarono in casa. Una scopa, una pala, hanno lavorato per giorni, sommersi dal fango, per riportare la città alla normalità.

A parlare con Michele Santoro a Servizio Pubblico, nella puntata del 16 ottobre 2014, alcuni di loro: “Non è colpa del singolo individuo o della singola istituzione. È colpa di tutti, della maggioranza e dell’opposizione”.