Morti sul lavoro, 3 vittime a Messina. Landini: “Dramma dimenticato”



Morti sul lavoro. Ancora morti bianche: 77 ufficiali in meno rispetto all’anno scorso, ma sempre una strage infinita. Il giorno la tragedia di Messina dove tre operai sono morti uccisi dalle esalazioni di gas di una cisterna della nave che stavano pulendo. Restano gravissime le condizioni del quarto operaio rimasto ferito mentre la procura ha aperto un fascicolo con l’accusa di omicidio colposo.

“Ribadisco con forza l’esortazione a fare di tutto perché non si ripetano queste gravissime tragedie. Ogni morte sul lavoro è inaccettabile in un Paese come il nostro”. Ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Morti sul lavoro: i dati delle vittime

A raccontare l’Italia dove ancora si muore per guadagnarsi il pane, sono i dati dell’Inail. 549 vittime fino al mese di settembre di quest’anno contro le 626 dello stesso periodo 2015. Ovviamente il dato non tiene conto delle morti nascoste, degli abusivi, dei muratori assoldati a giornata, lasciati feriti sulle strade fingendo incidenti stradali dopo essere caduti dalle impalcature. Pagati, ma solo se feriti o morti, con voucher improvvisamente usciti dalle tasche degli imprenditori.

L’appello di Landini

Sul palco di Rosso di Sera, lo speciale di Servizio PubblicoMaurizio Landini, leader della Fiom, aveva rivolto un appello.

“C’è ancora chi oggi di lavoro muore. Oggi si è tenuto il funerale di un giovane di 35 anni, Alessandro. è morto dopo aver avuto un infortunio sul lavoro all’Ilva. Vi chiedo un applauso. In Italia crescono solo le morti sul lavoro. E loro sono numeri, non persone”.