Di Matteo rifiuta il trasferimento dopo le minacce: i piani per ucciderlo



Nino Di Matteo. Il pubblico ministero del processo sulla Trattativa Stato-mafia resta a Palermo. Nino Di Matteo non ha accettato la proposta del consiglio superiore della magistratura di essere trasferito in via d’urgenza. Per motivi di sicurezza sarebbe stato trasferito a Roma, alla direzione nazionale antimafia. Un’intercettazione aveva rivelato che sono ancora alte le attenzioni dei boss nei confronti del magistrato palermitano. “Accettare un trasferimento d’ufficio connesso esclusivamente a ragioni di sicurezza sarebbe stato un segnale di resa personale e istituzionale che non intendo dare”, ha detto il pm.

Nino Di Matteo rifiuta trasferimento: la ricostruzione delle minacce

Ripetute minacce al magistrato come quelle ricostruite in studio, durante la puntata di Servizio Pubblico del 5 marzo 2015, da parte del mafioso Vito Galatolo che racconta il piano per eliminare il Di Matteo, ordinato da Matteo Messina Denaro: “Il tritolo è ancora a Palermo”.