Macello degli orrori, se la Asl punisce il veterinario che denuncia



Macello degli orrori, le immagini degli inquirenti mostrano una verità che va oltre il maltrattamento animale. Con il macello già messo sotto sequestro, il veterinario Mario Pavesi lascia che vengano replicate sotto ai suoi occhi le pratiche illegali che hanno portato alla chiusura della struttura.
Giulia Innocenzi va a chiedere conto a Pavesi della sua condotta, ma il veterinario si rifiuta di rispondere. “Io ad Italcarni andavo una volta ogni tre mesi” taglia corto.
A denunciare la condotta di Pavesi è stata la collega Erika Vergerio. La Vergerio aveva la responsabilità dei controlli su Italcarni per conto della Asl e ha denunciato ai vertici di aver subito pressioni da Pavesi per allentare i controlli su Italcarni, sotto la minaccia che ogni errore l’avrebbe pagato personalmente.

Il veterinario Pavesi

Dopo questi fatti Pavesi (condannato nel febbraio 2017 a 1 anno e 6 mesi per falso e minacce) è stato assegnato in un altro macello. Giulia Innocenzi intervista Francesco Vassallo della ASL di Brescia e chiede conto di questo controverso provvedimento. “Pavesi era malato ed è andato in una struttura più vicino a casa” spiega Pavesi. Ma perché ancora un macello? “Non sapevo che la nuova struttura fosse un macello” replica. Il provvedimento, inoltre, è arrivato a soli 5 mesi dal sequestro, quando ormai il “macello degli orrori” era sulle pagine dei giornali.

La veterinaria “eroina”

A pagare è stata invece la veterinaria “eroina” Erika Vergerio. Nei suoi confronti i vertici dell’Asl hanno avviato un procedimento disciplinare per danno di immagine. Per questo Giulia Innocenzi va a chiedere al direttore generale dell’Asl competente, Carmelo Scarcella, e alla veterinaria Dabrassi chiarimenti sulla vicenda.