Chi è Edmund Forster, l’uomo che ipnotizzò Hitler



La seconda parte del monologo di Hitler nella seconda puntata di M è incentrata sulla predestinazione. Hitler inizia con il racconto di quando, durante la prima guerra mondiale, sfuggì per poco alla morte: “Alzati Adolf! Alzati e corri!”. Questo mi diceva la voce che sentivo rimbalzare nella mia testa, mentre mangiavo il mio rancio in trincea. 
E io ho cominciato a correre con la gavetta di stagno in mano. All’improvviso, un lampo accecante e un boato enorme mi hanno scaraventato in mezzo al fango. Quando mi sono rialzato ho visto che là dove ero seduto prima, c’erano solo sangue e brandelli di carne, non uno dei miei compagni era sopravvissuto. In seguito, dopo un attacco con il gas mi sono ritrovato cieco in un letto di ospedale, con gli occhi bendati. E di nuovo un lampo improvviso, una luce accecante e quella stessa voce. “Sei tu l’eletto, sei tu l’uomo che deve vendicare la Germania”. Quella voce, in realtà, era quella di Edmund Forster, medico psichiatra che lo ipnotizzò durante la convalescenza che lo tenne lontano dal campo di battaglia. A questo punto entra in scena proprio Forster, raccontando la sua verità.

La storia di Edmund Forster

Edmund Forster era il direttore dell’ospedale militare di Pasewalk negli anni della seconda guerra mondiale. Un giorno nel suo reparto venne ricoverato un giovane caporale, tale Adolf Hitler, che soffriva di una cecità temporanea di origine nervosa. Forster spiega: “Adolf Hitler era uno psicopatico con tendenze isteriche, capace di fantasticare in modo imprevedibile. Per fargli recuperare la vista pensai di imbastire per lui una storia fantastica, e feci ricorso all’ipnosi. Gli ripetevo continuamente: “Tu sei forte, devi usare la tua forza! Hai una fede cieca in te stesso: devi tornare a vedere. La voce che sentiva era la mia!”.