Hitler era ebreo? Le rivelazioni dell’avvocato Hans Frank



Adolf Hitler, interpretato dall’attore Andrea Tidona nella prima puntata di M di Michele Santoro, racconta le origini del suo antisemitismo: “Da ragazzo non avevo pregiudizi antisemiti. Ma all’epoca in cui vivevo come un vagabondo per le strade di Vienna incontrai un uomo alto e magro, avvolto in un caffettano nero, con lunghi boccoli neri. Era un ebreo, è certo, ma all’improvviso mi chiesi: è anche un tedesco?”

Hitler era ebreo?

Il futuro Führer prosegue il suo ragionamento: “L’ebreo parla tedesco ma questo non lo rende uguale a noi. Gli ebrei resteranno sempre ebrei. Perché un ebreo, in ragione del suo sangue, si considera comunque in qualsiasi circostanza prima di tutto un ebreo”. Poi in scena appare l’avvocato di Hitler e del partito, Hans Frank, che rivela quella che sembra essere una verità dirompente.

Chi è Hans Frank

Fu uno dei collaboratori più stretti del Fuhrer e venne processato a Norimberga per il suo ruolo avuto nella Shoah. Durante la detenzione decise di raccontare in un memoriale la sua verità sull’antisemitismo di Hitler: “Voleva che facessi delle indagini sul passato della sua famiglia. Andai a Graz e una donna imparentata con lui mi mostrò dei documenti esplosivi. Scoprii della nonna di Hitler, Maria, che viveva e lavorava come cuoca presso una famiglia ebrea di Graz, i Frankenberger. Aveva avuto una relazione con il loro figlio 19 enne ed era rimasta incinta. Per mettere a tacere lo scandalo i Frankenberger pagarono per molti anni la nonna di Hitler e il mugnaio Georg, l’uomo che aveva sposato. Ed era tutto scritto lì, nero su bianco. Il padre di Hitler era un mezzosangue. Hitler, di conseguenza, aveva 1/4 di sangue ebraico nelle vene”.