M, la vita di Hitler: “Il capolavoro di un predestinato”



La vita di Hitler, politica e personale, viene analizzata nel corso di M di Michele Santoro. Il Führer si confronta con il padrone di casa che smonta il mito della predestinazione: “Se lei non avesse fatto politica” – obietta Santoro – “sarebbe stato un poveraccio qualunque. Ha provato a iscriversi all’accademia di Belle Arti, per due volte le hanno detto di cambiare mestiere. A Vienna ha provato a vendere i suoi acquerelli ai turisti, ma è finito a dormire sotto i ponti perché non li voleva nessuno. Perciò è entrato nel partito: e il primo incarico che le hanno dato è stato quello di fare la spia”.

La vita di Hitler: pensiero e personalità

Hitler si difende dicendo di aver sempre rifiutato la politica come professione, rivendicando una missione più elevata: “Ho sempre rifiutato l’idea di quella che io chiamo una ‘professione alimentare’. Sono un artista. Un grande architetto che ha sognato edifici straordinari, grandi città; Berlino capitale del mondo intero con l’Arco di Trionfo, il Pantheon e la Piazza del Popolo. L’intera mia vita è stata un capolavoro. Il capolavoro di un predestinato”.