Dell’Utri sui Graviano e Spatuzza: “Berlusconi con la Sicilia non c’entra nulla”



“Perché Spatuzza è credibile quando si autoaccusa della strage di Via D’Amelio e invece perde credibilità quando parla del livello politico?” chiede Sandro Ruotolo a Marcello Dell’Utri. Siamo nel 2009, in un’aula di tribunale: e più di un fantasma continua ad aleggiare sui rapporti tra il fondatore di Forza Italia, Silvio Berlusconi e Cosa Nostra. “Un conto è quando Spatuzza parla di cose che conosce. Un conto è quando salta un livello in cui parla di cose che non conosce, non sa e non poteva sapere” si difende Dell’Utri.

Dell’Utri sui Graviano e Spatuzza

Ruotolo prosegue: “C’è un appunto di Vito Ciancimino in cui c’è scritto: Buscemi-Bonura uguale Berlusconi. Sono i più grandi imprenditori di Palermo, legati a Totò Riina. Rientrano tra il 77  l’80 rientrano cinque miliardi di lire attraverso l’immobiliare San Martino. Capitali di Palermo che vanno a Milano”. Per Dell’Utri “sono tutte cose inesistenti. Berlusconi con la Sicilia non c’entra nulla. C’entro io perché sono nato a Palermo. Quelli sono capitali che non hanno nulla a che fare con Berlusconi. Non ha mai conosciuto quelle persone e non ha mai fatto affari con la mafia”. E ancora: “Mai conosciuti i Graviano. Provenzano? Sta scherzando'”. Dell’Utri verrà condannato in via definitiva a 7 anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa.