Thyssenkrupp, dieci anni dopo: la rabbia degli operai ad Annozero



Thyssenkrupp, dieci anni dopo. “Ogni morte sul lavoro è una perdita irreparabile per l’intera società. E dieci anni fa, nella notte tra il 5 e il 6 dicembre 2007, sette operai morirono nell’incendio nell’acciaieria della Thyssenkrupp a Torino. Antonio Schiavone, Roberto Scola, Angelo Laurino, Bruno Santino, Rocco Marzo, Rosario Rodinò, Giuseppe Demasi: è giusto ricordare i loro nomi perché è una ferita che non può rimarginarsi accettare che si possa morire sul lavoro e per il lavoro”. Lo ha scritto in un messaggio il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione del settimo anniversario del tragico rogo nella fabbrica tedesca a Torino. “Il lavoro – aggiunge – costituisce il cardine del patto di cittadinanza su cui si fonda la nostra Repubblica ed è un diritto del lavoratore e un dovere della società che vengano rispettate ed applicate le norme sulla sicurezza. In questi dieci anni nella prevenzione degli incidenti e nel supporto agli infortunati sul lavoro sono stati fatti passi avanti, ma resta ancora molto da fare per far sì che la sicurezza venga considerata essa stessa un volano che contribuisce allo sviluppo. Ai familiari delle vittime e a coloro che in ogni altra tragedia sul lavoro hanno perso un collega, un amico, un familiare, rivolgo un solidale e affettuoso saluto”.

 Thyssenkrupp, dieci anni dopo

I più giovani avevano 26 anni, il più anziano 54: la tragedia del rogo avvenuto nello stabilimento torinese della ThyssenKrupp nelle prime ore del 6 dicembre 2007 ha il volto di sette operai, trasformatisi in torce umane, morti nell’arco di 24 giorni a causa delle gravissime ustioni che hanno riportato. Sono passati dieci anni: questa la rabbia dei colleghi dell’acciaieria ad Annozero, a pochi giorni di distanza dalla tragedia.