Santoro sul canone Rai: “Abolirlo? Il populismo è una malattia della nostra epoca”



“Il populismo è una malattia della nostra epoca che si annida anche in coloro che dicono di volerlo combattere. Trovo allucinante che si è appena usciti da una decisione sul canone e la si mette subito in discussione. In questo modo l’azienda non ha mai la possibilità di potersi ristrutturare. Penso che il servizio pubblico sia decisivo se non vogliano smarrire un minimo di identità che ci consente di fare una battaglia a livello europeo contro i monopoli”. Così Michele Santoro, durante la presentazione del suo programma ‘M’, in onda su Rai 3 in prima serata da giovedì 11 gennaio. Con la partecipazione di Sara Rosati, la collaborazione di Gianni Dragoni, Walter Molino, Guido Ruotolo e la regia di Alessandro Renna.

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Santoro sul canone Rai

Il giornalista spiega così il suo punto di vista sulla questione dell’abolizione del canone: “Facciamo le cose serie, c’è una grande occasione che è il contratto di servizio della Rai. La politica stabilisca quali sono i mezzi che la Rai ha a disposizione. Trovo populista la proposta perché arriva dopo la decisione di metterlo in bolletta, la Rai non può essere soggetta a dei continui stress test”.