Parlamento Europeo: Il Centro Sinistra avvia
una campagna su pluralismo e media
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della conferenza stampa
- Strasburgo, 22 luglio 04 - Il centrosinistra
pone nuovamente la questione dei media e del
pluralismo dell'informazione all'attenzione
dell'opinione pubblica europea e delle istituzioni,
sollecitando fra l'altro la Commissione
europea a modificare la direttiva sulla televisione
senza frontiere. Lo hanno spiegato in un briefing
al Parlamento europeo Lilli Gruber, Michele
Santoro, Giulietto Chiesa, Massimo D'Alema,
Fausto Bertinotti, Lapo Pistelli, Antonio Di
Pietro e Monica Frassoni. ...
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Sciuscià
vince la causa del professor Marsiglia
L'Unità - 13 Luglio 2004
... al tribunale di Verona. Contemporanemente
la causa intentata dal Comune contro la trasmissione
Rai veniva archiviata.
Secondo quanto deciso dal giudice del tribunale
di Verona Dario Bertezzolo, l'ex primo cittadino
scaligero è stato condannato a pagare
800 euro di multa, oltre alla riparazione pecuniaria
di 1000 euro per ciascun giornalista da liquidarsi
in separato giudizio. «Sono amareggiata,
ma serena e rifarei certamente quello che ho
fatto - ha dichiarato la Sironi - come non bastasse
sarò io personalmente a pagare la condanna
anche se agivo a nome del Comune».
Secondo l’associazione Articolo 21: «Anche
in questa occasione i tribunali hanno dovuto
riconoscere la lealtà e la correttezza
del lavoro svolto da Santoro, dalla redazione
e da tutto il gruppo di lavoro - ha commentato
l’associazione e ha aggiunto - è
tempo che la Rai riconosca l'errore fatto con
Santoro e chieda scusa per aver obbedito agli
ordini del presidente del Consiglio».
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Concluso il processo scaturito dalla querela
dei giornalisti della Rai
Santoro contro Sironi Condannata l’ex
sindaco
Ritenute diffamatorie le lettere sulla
trasmissione «Sciuscià»
di Luigi Grimaldi
L'Arena - IL
GIORNALE DI VERONA 13 Luglio 2004
L’ex sindaco Michela Sironi diffamò
con alcune sue lettere Michele Santoro e altri
tre giornalisti della Rai e pertanto va condannata
a 800 euro di multa. Con questa sentenza, il
giudice Dario Bertezzolo ha chiuso ieri l’ennesimo
capitolo della vicenda giudiziaria scaturita
dalle polemiche sulla trasmissione Sciuscià
sul caso Marsiglia, andata in onda su RaiDue
il 23 gennaio 2001. E l’ha fatto dopo
la discussione tra le parti, iniziata alle 9,30
e finita poco dopo mezzogiorno. In aula, oltre
all’ex sindaco, anche Michele Santoro,
neo europarlamentare, e Sandro Ruotolo, firmatari
della querela contro Michela Sironi insieme
con Riccardo Iacona e Stefano Maria Bianchi.
Poi, alle 14, il verdetto. Michela Sironi è
stata ritenuta colpevole del reato di diffamazione
a mezzo stampa...
Continua
IL CASO MARSIGLIA
Sironi condannata «Diffamò
Santoro»
L'Arena
- IL GIORNALE DI VERONA 13 Luglio 2004
Michele Santoro ha vinto la «partita»
che lo contrapponeva a Michela Sironi sul caso
Marsiglia. Il giornalista televisivo si era
sentito diffamato dall’allora sindaco
per alcune lettere pubbliche scritte dalla Sironi
dopo la trasmissione dedicata da Santoro a Verona,
che aveva sollevato asprissime polemiche in
città e la reazione del sindaco. Il tribunale
ieri ha condannato la Sironi per diffamazione.
A Salerno la
prima uscita dell´ex conduttore tv: "Voglio
essere ponte di dialogo tra tutte le parti"
Santoro, debutto "unitario"
"Avanti
con la lista". Opzione per la circoscrizione
Sud
di Paolo Russo
La Repubblica 23 Giugno 2004
SALERNO - Michele Santoro sceglie la sua Salerno,
capitale ideale della circoscrizione meridionale
dove ha conquistato 530 mila voti, per ringraziare
gli elettori e lanciare il primo messaggio da
eurodeputato ai partiti del centrosinistra.
Prima però, tutti gli chiedono, di commentare
le dichiarazioni di Berlusconi sui presunti
brogli elettorali. Sorride e taglia corto: «Sono
il segno della sua sconfitta, che evidentemente
deve avergli procurato delle turbative psicologiche.
Sono affermazioni che lasciano il tempo che
trovano. Piuttosto, gli consiglio di trovare
un equilibrio psicologico per la sconfitta che
lo attende alle politiche». Ma nel giorno
del ringraziamento ai 271 mila elettori della
Campania che lo hanno votato, Michele Santoro
vuole soprattutto parlare...
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Santoro: "Ho battuto
Berlusconi senza soldi e con il passaparola"
"Finalmente
il centrosinistra ha capito che dovrà
fare una vera legge sulle televisioni"
di Eleonora Bertolotto
La Repubblica 16 Giugno 2004
ROMA - Michele Santoro ha sbancato: 729.656
preferenze in Italia, 630.000 al Sud. Il quinto
nella hit-parade dei più votati, subito
dopo D´Alema e la Gruber.
Potere della tv. «Beh, io non credo. Non
mi sembra che per Cecchi Paone la tv abbia contato
moltissimo. Nel mio caso e in quello della Gruber
mi pare abbia pesato la credibilità,
il credito personale che ci si guadagna con
il lavoro. Potere della televisione, se ci fossi
stato. Manco da due anni. E allora?».
Dovrebbe ringraziare il Cavaliere. «Ringraziarlo
di che? Io stavo benissimo a fare il mio lavoro.
Lo ringrazierò, caso mai, quando avrà
smesso di occupare la presidenza del Consiglio
e avrà ripreso il posto che gli compete».
Una giornata tutta dedicata...
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Michele Santoro
La liberazione degli
ostaggi e le Elezioni Europee
AGE 9 Giugno
2004
(AGE) NAPOLI - Dalla Rai al Parlamento Europe.
Michele Santoro ha deciso di entrare fattivamente
in politica. Una candidatura che forse non ha
sorpreso nessuno, ma che rappresenta un pilastro
della Lista Uniti per l'Ulivo. Ieri l'abbiamo
contattato telefonicamente per fare un punto
sulla sua campagna elettorale.
Santoro, qual
è il suo commento sulla liberazione degli
ostaggi italiani?
Siamo tutti molto contenti di quello che è
accaduto anche perché era evidente che
si stesse cercando...
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La vendetta elettorale di Michele di Montecristo
«Cacciate Berlusconi
e rivedrete Santoro in tv»
«Al giornalismo televisivo manca uno come me: Floris conduce alla Vespa, Lerner è come Costanzo»
di Stefano Cappellini
Il Riformista 1 Giugn0 2004
Michele Santoro,“Michele per gli amici” come da brochure, è un aspirante europarlamentare come tanti altri: va avanti e indietro per la circoscrizione elettorale (e lui ne deve coprire il due, il nord ovest e il sud), ha un’agenda fittissima di appuntamenti pubblici, il che vuol dire comizi e convegni, brindisi e volantinaggi, visite guidate e struscio cittadino, stringe centinaia se non migliaia di mani, pronuncia una dozzina di discorsi al giorno che sbriga col format da venti minuti o quello da cinquanta, a seconda dell’importanza della piazza e del tempo che l’incombere della tappa successiva concede alla favella. Come ogni candidato, ha i suoi cavalli di battaglia: la lotta al monopolio televisivo e il rilancio culturale, la valorizzazione dei cervelli e le politiche di pace. Dice: ma Santoro non è come gli altri candidati, è più famoso, la gente gli chiede l’autografo sui volantini. Vero. Ma stringi stringi la differenza è un’altra. La sua campagna elettorale è l’unica...
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Santoro: volevano umiliarmi ma sono riuscito a resistere
di Massimo Gramellini
La Stampa, 27 maggio 2004
Santoro. Ma perché? «Potevo cercare un accomodamento con la Rai. Oppure battermi in mezzo alla gente per dirgli dove stiamo andando. Ho scelto la seconda strada. Anche perché di aspiranti kamikaze in giro ne vedo pochi.» Il suo amico Schifani risponderebbe che lei è un kamikaze con lo stipendio da sceicco. «Ho un contratto da direttore a tempo indeterminato. Ma al minimo: senza andare in video molte voci non scattano. E pago pure più tasse di prima: come tutti gli italiani, del resto». Ha accettato la candidatura perché non ce la faceva più a stare fuori dal giro? «Quando Rutelli e Fassino me l'hanno proposta... Continua Santoro: «Non siamo ostaggi di Bertinotti» Corriere Della Sera, 22 Maggio 2004 Il centro sinistra non è ostaggio di Bertinotti né per quanto riguarda l’Iraq, né per quanto potrebbe riguardare future posizioni in merito a temi di politica interna. Lo ha assicurato Michele Santoro, candidato della lista unitaria Uniti per l’Ulivo per il centro, anche lui a Milano per partecipare alla seconda convenzione nazionale della lista. «Non credo - ha detto - che abbandonare il tam tam dell’Iraq sia una posizione estremista, è semmai una necessità per proseguire il discorso insieme a Spagna, Francia e Germania». Santoro: Sto con Prodi
L’Italia è diventata un Paese semilibero
di Piero Sansonetti l'Unità, 20 Maggio 2004
Michele Santoro, come mai hai deciso di fare politica, di accettare una candidatura alle elezioni europee?
La scelta è il naturale prolungamento della battaglia che ho iniziato dopo il discorso bulgaro di Berlusconi, che è di tre anni fa, in seguito al quale fui estromesso dalla programmazione televisiva, in un primo tempo insieme a Biagi e a Luttazzi e poi insieme a moltissima altra gente. Ma è anche la risposta all' appello che ha lanciato Romano Prodi, il quale si è rivolto a quella che chiamiamo "la società civile". Prodi ha chiesto alla gente come me di impegnarsi accanto ai partiti politici che hanno dato vita alla lista "uniti per l'Ulivo". Io penso che l'appello di Prodi...
Continua Santoro: Berlusconi? Una malattia per tutti
La Stampa, 30 Aprile 2004
«Non ho mai fatto mistero di considerare Berlusconi una malattia del nostro sistema informativo, sociale e politico. Una malattia che riguarda tutti noi». Al suo esordio da candidato, in conferenza stampa accanto a tre segretari della Lista Prodi, Michele Santoro resta fedele a se stesso e al suo stile frontale. Nuovo emblema della battaglia «contro il conflitto di interessi che ha determinato una vera e propria emergenza democratica», come sostiene Piero Fassino - e «per la libertà», come la definisce Rutelli («è una nostra parola»), riappropriandosi di uno slogan...
Continua Liberiamo la tv
di Michele Santoro Da MicroMega - I girotondi delle libertà, 2002
Naturalmente Francesco Merlo non ha niente da dire adesso. Le sue acrobazie retoriche, la raffinata erudizione, il talentoso sarcasmo con il quale ha bersagliato i girotondi sono pagine accartocciate di un vecchio giornale. Berlusconi non ha ascoltato i suoi miti consigli e ha ridicolizzato le ottimistiche profezie di quanti ritenevano che le sue «maldestre» dichiarazioni bulgare avrebbero rappresentato un’assicurazione sulla vita di Il Fatto e Sciuscià. Questi programmi non saranno in onda il prossimo autunno, in una stagione che rappresenta per il governo la prova più difficile dal punto di vista sociale e dal punto di vista giudiziario.
Vedremo quanti saranno a protestare tra coloro che si autodefiniscono liberali, vedremo quanti tra gli «esegeti dell’obiettività» riusciranno serenamente a constatare che non solo il presidente del Consiglio concentra nelle sue mani il controllo della totalità delle televisioni, di molti giornali e della parte maggiore delle risorse pubblicitarie ma che non mostra alcuna tolleranza... Continua
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