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Interviste
Michele Santoro
La liberazione degli ostaggi e le Elezioni Europee
AGE 9 Giugno 2004

...una connessione con la campagna elettorale e quindi ci potevano essere esiti diversi anche esiti terribili. Visto che avevamo capito che sarebbero intervenuti in campagna elettorale con la soluzione, il fatto che la soluzione sia stata la migliore possibile ci trova soltanto contenti. Nessuna strumentalizzazione ma è evidente che chi gestiva gli ostaggi, chi li teneva in ostaggio aveva ben chiara l’intenzione di intervenire nelle vicende politiche italiane tanto è vero che hanno prodotto un forcing proprio in vista dei giorni del voto, parlo degli iracheni che avevano gli ostaggi.
Qual è il bilancio della sua prima campagna elettorale?
Il bilancio è molto positivo, c’è stato grande entusiasmo intorno a questa candidatura, nelle piazze abbiamo trovato grandi folle, teatri pieni insomma grande entusiasmo e una combattività notevole, quindi, siamo molto contenti.
E in televisione? Maggioranza e opposizione hanno avuto gli stessi spazi?
Io ho potuto vedere pochissima televisione quindi non posso darle un giudizio sereno, ho visto pochissimo di ciò che la Rai ha fatto. Per quanto ci riguarda come al solito hanno cercato di farci vedere il meno possibile però c’è stata una bella puntata di Ballarò e quindi…ho potuto partecipare a Ballarò.
Quanto le manca la televisione e quanto manca Michele Santoro agli italiani che guardano la Tv?
È un continuo dire ci mancate. D’altro canto quando si toglie dagli schermi un programma che è andato avanti per vent’anni si tradisce quell’opinione pubblica che in quel programma si riconosceva. Anche le voci che sono rimaste sono più condizionate perché che è chiaro che se operi con le censure le voci rimaste anche le migliori, sono più condizionate.
Hanno paura?
Non solo perché hanno paura, è un problema di libertà del sistema, la libertà di uno è la condizione di libertà di tutti. Perfino Vespa è meno interessante da quando manchiamo noi, perché mancano stimoli, confronti e anche per lui le condizioni di libertà si restringono.
Mettiamo che lunedì sera Berlusconi perda le elezioni, cosa cambia?
Per quanto mi riguarda cambia che noi siamo in una posizione di vantaggio per operare ad un ricambio, nient’altro, noi continueremo a lavorare per il nostro obiettivo e dare a questo paese un altro governo. Se lei vuole chiedermi se io sono tra quelli che vogliono chiedere a Berlusconi le dimissioni nel caso in cui lui perda la mia risposta è no, io sono per lavorare per costruire un ricambio politico nel paese, un ricambio che debba riguardare il governo ma anche la classe dirigente di questo paese anche l’opposizione.
In che senso?
Nel senso che si devono produrre nuove quadrature, ci devono essere nuove personalità che entrano in campo accanto a noi.
Il clima di questa campagna elettorale è stato avvelenato come alle ultime politiche?
No perché in questa campagna elettorale i nostri avversari sono stati in grande difficoltà, non è che trovassero molto ascolto in giro, quindi sono rimasti acquartierati nelle televisioni dove in fondo hanno una maggiore possibilità di fare il gioco. Io nelle piazze li ho visti poco, soprattutto Forza Italia.
Quando tornerà libera la Rai?
Più che la Rai io penso che debba tornare completamente libero il nostro paese e ciò avverrà quando ci sarà un nuovo governo (AGE)
RED


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